In quel di Rotterdam da qualche giorno e non posso fare a meno di pensare a quanto diversi siano i modi di intendere la cultura tra una cospicua maggioranza di amministratori, organizzatori culturali italiani e come la intendano in alcuni paesi "meno ricchi" di noi, ma molto più dinamici.
La ricchezza artistica di cui siamo "padroni" è finita per essere umiliata dall incapacità dei più di pensare un modo vivo di utilizzare il nostro patrimonio. Musealizzato, torturato e costretto dentro mostre monstre, dentro la morta prospettiva della vendita del biglietto e del turismo, il nostro patrimonio viene inteso più come patrimoniale per tassare alcune masse di presunti acculturati.
In Rotterdam, fuori dalla spocchia classista di una cultura fatta da "esperti" si pensa si produce ci si attiva per fare della creatività una risorsa. Interpretando in una maniera più autentica il senso profondo del crescere dentro al cultura con la cultura per fare cultura.
Dovremmo imparare ad imparare qualcosa dal mondo intorno a noi..
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venerdì 27 gennaio 2012
giovedì 26 gennaio 2012
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