domenica 8 agosto 2010

martedì 1 giugno 2010

RUMORE DI FONDO

in questo paese è in atto una battaglia culturale definitiva che ha come obiettivo la definitiva eradicazione di qualsiasi forma di cultura "densa" a favore di una cultura postmoderna che definirei anzi postmertem. dove non esistono più qualità ed eccellenze. dove tutto è uguale a tutto. Tutto rumore di fondo...

lunedì 31 maggio 2010

IL SENZA (DEL) FUTURO

dennis hopper scompare, scompaiono anche i sogni le ribellioni le aspirazioni e il sogno di un futuro, non necessariamente migliore, ma vissuto sino in fondo, bruciato e senza riserve. l'infinito presente in cui viviamo oggi è una gabbia di vetro dove l'immobilità e l'impossibilità di immaginare la fanno da padroni. Noi giriamo in tondo e non andiamo da nessuna parte

venerdì 28 maggio 2010

INTERNET E LA RETE MODIFICANO IL NOSTRO MODO DI PENSARE?

Vorrei porvi questa domanda abbastanza semplice: secondo voi internet ha modificato effettivamente il nostro modo di pensare? e come? è solo internet o più in generale la nuova cultura digitale? io personalmente penso che stiamo vivendo una transizione non capita esattamente nella sua portata dai più. Penso che la nostra sensibilità e capacità di comprendere il mondo abbia preso delle strade nuove che potremmo definire liquide. Questa liquidità può essere per alcuni un dramma (la perdita del controllo e la propria dispersione senza appigli) per altri un'opportunità (la capacità di gestire situazioni complessi e articolate senza subire la mutevolezza degli scenari in cui ci troviamo). In questo Golem che è la rete, in questo mare magnum il rischio di affogare è alto. Occorre saper mettere in realzioni le informazioni così contraddittorie che vi si trovano dentro. Occorre avere gli strumenti ed essere critici per cogliere le infinite possibilità della rete. Abbiamo gli strumenti giusti per navigare?

sabato 20 marzo 2010

INTERNET, AMBASCIATORE DI PACE. CANDIDIAMO AL PREMIO NOBEL TUTTI NOI

Il mondo sta cambiando e noi stiamo cambiando rapidamente con lui. Quello che solo una manciata di anni fa “pensavamo” in maniera lineare con la gloriosa macchina da scrivere (una parola dopo l’altra, senza possibilità d’errore) oggi lo pensiamo in maniera interattiva e multimediale con il computer mentre siamo interconnessi con il mondo intero.
Non è solo cambiato il supporto su cui scriviamo, è cambiata la nostra mente, il nostro modo di ragionare e di sentire. Due mondi oggi convivono, quello pre-digitale e quello digitale. Siamo al centro di una rivoluzione epocale, pari a quella dell’invenzione della stampa. Il processo è inarrestabile, pieno di contraddizioni e di pericoli, ma anche pieno di opportunità impensate sino a qualche anno fa per tutti noi. E la cosa eccezionale è che per la prima volta l’opportunità non è per un’oligarchia, ma per ognuno di noi.
Una nuova società è possibile. Una società pacifica, dialogante, interconnessa. Le parole chiave di questa rivoluzione sono infatti partecipazione, socialità, condivisione, discussione, libertà, interattività e interconnessione, multimedialità e multiculturalità. Oggi il mondo si parla e si racconta attraverso Internet. Cosa avremmo saputo di ciò che succede in Iran senza internet e i social network? Non è rivoluzionario poter inviare oggi una mail o postare in internet una foto o un filmato del mio compleanno al mio amico Anselmo che abita a Goiania, in Brasile?
Avremmo mai potuto raccontare il nostro angolo di mondo a tutto il resto del mondo senza internet? Abbiamo mai potuto farlo senza dover chiedere sempre e comunque permesso ai proprietari dell’informazione verticale?
Una nuova civiltà sta nascendo grazie al digitale ed è una civiltà pacifica e democratica. Il sogno inseguito da molti di noi di non essere più soli, ma di condividere insieme ad altri, in qualsiasi parte del mondo, un’idea, una passione e una battaglia politica sono oggi realtà. Conosciamo anche i pericoli e le contraddizioni di tutto ciò, ma proprio per questo dobbiamo lottare perché la rete sia la migliore delle opportunità per tutti noi.
Se internet dovesse ricevere il premio nobel per la Pace, materialmente verrebbe ritirato da Larry Roberts, Vint Cerf e Tim Berners-Lee, sviluppatori per oltre vent’anni di internet, ma solo perché sarebbe impossibile darlo a tutti noi. Perché la rete non sono solo computer, ma siamo tutti noi.
Nel paese dove la concentrazione del potere economico e mediatico è nelle mani di “pochi”, nell’unico paese in cui (a parte la Cina) Google è stato “multato”, una rivista chiamata Wired, figlia della fondamentale omonima rivista americana, ha candidato a Premio Nobel della Pace Internet. Testimonial di questa campagna sono: Shirin Ebadi (Premio Nobel per la pace, Iran), Umberto Veronesi, Giorgio Armani, Nicholas Negroponte (Mit Boston), Joi Ito (creative commons), Chris Anderson (Wired Usa), David Rowan, Riccardo Luna (Wired Italia, promotore). Aderisce alla campagna anche il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Noi, Festival dell’Immaginario, Science Fest, Città in Internet, Indisiplinarte, Arci Perugia aderiamo a questo progetto e lo promuoviamo. Ma non lo vogliamo fare da soli. Lo vogliamo fare con tutti voi, singoli cittadini o organizzazioni strutturate, enti pubblici e società private. Immaginario Festival lancerà da Perugia a Novembre l’appello finale per l’assegnazione del nobel a Internet. Chiediamo alle Istituzioni della nostra Regione di aderire. Una terra di pace come l’Umbria, terra di santi come Francesco d’Assisi e terra di santi laici come Capitini e la “sua” Marcia della Pace, non può non sostenere questa campagna. Stiamo costituendo un comitato di supporto alla candidatura che presenteremo a breve. Tutto è ancora aperto. Volete condividere con noi questo progetto di società nuova?

per chi volesse aderire, può scrivere a direzione@immaginariofestival.org o collegarsi con il sito immaginariofestival.org o http://www.internetforpeace.org/manifesto.cfm

martedì 16 febbraio 2010

IDEE IDEE IDEE

quali sono i pensatori o le figure che hanno avuto maggiore influenza nelal cultura in questi ultimi 10 15 20 anni? penso in particolare all'affermarsi della cultura digitale. Penso a Chris Anderson di Wired, a Nicholas Negroponte del Mit, a Jimmy Wales di Wikipedia, Steve Jobs di Apple, la Pixar... oppure? vorremmo individuare alcune personalità adatte al nuovo corso del Festival dell'Immaginario

per i cinema

Guardare i programmi dei cinema sull’agenda dei quotidiani locali, 10 anni fa e oggi, ci mostra la geografia mutata della rete di sale cinematografiche. Da oltre 35 monosale si è passati alla nascita di varie multisale e multiplex tra Perugia, Foligno, Terni e la scomparsa progressiva delle monosale dai vari comuni altri dell’Umbria.

I cinema anche nei centri storici “minori” (i piccoli comuni che caratterizzano peraltro la nostra Regione) rappresentano un patrimonio per la qualità culturale delle comunità, per la valorizzazione di queste aree. Dunque vanno sostenuti con gli strumenti giusti ed adeguati ai nostri tempi. Ecco alcuni esempi.

1.
Entriamo nell’era del cinema digitale, distribuito attraverso satellite senza più la necessità di far circolare in giro per l’Italia le copie in 35mm dei film. Perché questo avvenga anche in Umbria, occorre, come in pressoché tutte le altre regioni italiane che ci sia una legge che incentiva e sostiene l’adeguamento tecnologico (la parabola, “il decoder”, i proiettori 2k o 4k, …). A questo punto le sale diventano non solo cinema, ma anche spettacoli di teatro, d’opera proiettati in contemporanea con il San Carlo di Napoli o la Scala di Milano. Mentre invece i costi di gestione per le singole sale “crollerebbero” verticalmente avendo il digitale una “filiera leggera”.
2.
Il Comune di Reggio Emilia, quello che aveva i migliori asili del mondo, quando una sua sala del centro storico ha chiuso i battenti, ha deciso di impostare una gestione pubblica diretta del comune. Per tre anni l’ufficio cinema del comune ha curato la programmazione, ha stabilito convenzioni con varie associazioni o categorie di cittadini. Oggi dopo tre anni il cinema Rosebud, rilanciato e salvato, verrà riaffidato tramite asta ad un gestore privato.

3.
Qual è il modello giusto per tenere in vita un cinema oggi? Forse occorre fornire dei modelli diversi dalle multisale e diversificare l’offerta: accanto al cinema commerciale occorre una sala dedicata al cinema di qualità; oltre al cinema non può non esserci la libreria, la videoteca oltre che la sala lettura, incontri. Il cinema deve essere poi un luogo dove si vive la giornata e quindi dove non può mancare la caffetteria o il ristorante o l’area lunge. E deve vivere dalla mattina alla notte.

Si tratta di progetti così impossibili da realizzare?